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Scomodarsi dalla Sardegna per cercare di attraversare la porta dell'inferno - Hell's Gate - può essere solo
un compito da enduristi... e non da tutti. Hell's Gate è la gara ormai notissima organizzata nella tenuta del
Ciocco dall'altrettanto noto Fabio Fasola. Una gara di enduro estremo che raccoglie il testimone della
leggendaria Gilles Lalay e che, per ammissione dello stesso organizzatore, si propone l'obiettivo di vedere
solo un pilota all'arrivo.
La sfida ha attirato Alessio Farinello. Nell'ambito del regionale di enduro è un pilota fregiatosi di tanti
campionati vinti; negli ultimi anni si è dedicato anche ai rally con le Beta del team Dirt Racing. Gli
rivolgo alcune domande su questa esperienza.
Ciao Alessio. Cosa ti ha spinto a partecipare alla HG?
A me l'estremo ha sempre affascinato e ho sempre voluto partecipare a questa gara. Anche se per una gara così
ti dovresti preparare bene, ho deciso di farla ugualmente anche se quest'anno avevo appena iniziato a girare.
Mirko Baracca, un ragazzo che prima lavorava a Seneghe, mi ha proposto di farmi l'assistenza col suo team e
darmi un appoggio, così sono andato. L'esperienza è stata bellissima. Loro mi hanno più che coccolato,
infatti li ringrazio.
Che mi dici della gara? Ho sentito che quest'anno era più dura...
L'organizzazione e tutto il contesto sono bellissimi; il percorspo tosto.
La mattina sono riuscito a fare solo tre giri. A ogni passaggio ti toglievano cinque minuti e alla fine non
sono più riuscito a rimanere nel tempo. Se hai ritardo sei subito fuori, non hai tempo di recuperare.
Questa è un po' la differenza con l'anno scorso: hanno accorciato i tempi a giro e ad ogni passaggio
toglievano cinque minuti. Infatti la mattina siamo arrivato solo in 30 o 40 mentre gli altri sono arrivati
fuori tempo. L'anno scorso i tempi al giro erano un po' più larghi e avevi il tempo di fare assistenza,
riposarti un pochino, mangiare un boccone e ripartire.
La difficoltà più grossa del percorso?
Era tutto il giro impegnativo. Non c'era un punto più duro e uno meno. Almeno non ha piovuto; la moto aveva
un po' di grip e quindi riuscivi a salire. Anche se era faticoso, più o meno tutti salivano. Facevi salite
impegnative, tutte monotraiettoria, e poi discese pesanti. Quelle che sono peggio delle salite! Poi sterrati
di un chilometro pieni di ghiaccio. Io il ghiaccio non l'avevo mai visto ed era il panico. I primi due giri
sono arrivato ai controlli giusto giusto, il terzo ho preso il minuto e sono stato fuori.
Non c'erano grosse velocità ma era molto tecnico. Sia in speciale che in trasferimento sei sempre in prima,
in seconda o terza al massimo. Tutto il percorso abbastanza tormentato. I terreni sono completamente diversi
dai nostri e a furia di moto si formano canali enormi. Si scava talmente tanto che è tutto monotraiettoria,
anche in discesa.
Se dovessi fare un parallelismo con le gare di regionale sardo per fare capire la differenza?
Un altro mondo. Assolutamente. Se nel campionato sardo capita qualcosa di così difficile si fermano tutti.
Forse passano i primi dieci dell'Assoluta e poi tappo. Me l'aspettavo dura ma non a quei livelli. Io mi
arrampico un po' dappertutto e riesco ad andar su ma lì era veramente tosta. Neanche al campionato italiano
di enduro: niente a che vedere. Nelle altre gare bene o male c'è un misto, invece alla Hell's Gate è solo
hard. Dura dura dura dura!
Comunque una bella esperienza...
Il contesto era bellissimo. Noi siamo abituati a fare gare di enduro sempre soli come cani. Quando arrivavamo
al gradone, quello che chiamano il dente del diavolo, c'era un mare di gente che urlava fortissimo: era
veramente bello!
Alberto Valtellino

Farinello alla porta dell'inferno. Hell's Gate
Scomodarsi dalla Sardegna per cercare di attraversare la porta dell'inferno - Hell's Gate - può essere solo un compito da enduristi... e non da tutti. Hell's Gate è la gara ormai notissima organizzata nella tenuta del Ciocco dall'altrettanto noto Fabio Fasola. Una gara di enduro estremo che raccoglie il testimone della leggendaria Gilles Lalay e che, per ammissione dello stesso organizzatore, si propone l'obiettivo di vedere
solo un pilota all'arrivo.La sfida ha attirato Alessio Farinello. Nell'ambito del regionale di enduro è un pilota fregiatosi di tanti campionati vinti; negli ultimi anni si è dedicato anche ai rally con le Beta del team Dirt Racing. Gli rivolgo alcune domande su questa esperienza.
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